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La solfarola di Montenero


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Nome del percorso

La solfarola di Montenero

tappe

Montenero – Podere Magliano – Case Selva - Montenero

Tipo di percorso

ANELLO

Itinerario su:

 _ sentiero

_ strada sterrata

_ strada asfaltata

Difficoltà

TURISTICO

Sviluppo

8 km

Dislivello in salita

+280 m

Dislivello in discesa

-280 m

Percorrenza stimata

3h

Attrezzatura e abbigliamento

Abbigliamento comodo e adeguato alla stagione (consigliati i pantaloni lunghi, giacca a vento o impermeabile se necessario, in estate cappellino), scarpe comode (ideale scarponcini da trekking), acqua. Consigliata macchina fotografica.

Breve descrizione

L’itinerario ha inizio nella piazza di Montenero.

Montenero è una delle numerose frazioni del Comune di Todi situata lungo la strada provinciale diretta ad Avigliano Umbro ed Amelia. Il nucleo del borgo è occupato dal castello, uno dei molti realizzati nel medioevo per presidiare il territorio del Libero Comune. Nel XVII sec. il castello e il feudo circostante vennero acquistati dalla famiglia Accursi che li cedette nel 1882 ad Angelo Cortesi, ricco esponente del “Generone” romano. Alla sua morte, avvenuta il 10 febbraio 1917, Angelo lascia il Comune di Todi erede universale di tutto il suo patrimonio con l’obbligo di istituire un Istituto di Beneficenza per inabili al  lavoro. Nasceva così’l’Istituto Veralli Cortesi ancora oggi esistente.

Dopo aver percorso la strada provinciale in direzione Todi per circa 500 m, si volta a sinistra per una strada imbrecciata che scende in discesa verso la valle del torrente Naia. Raggiunto il fondovalle si curva a destra superando i ruderi di un casolare immediatamente dopo il quale, ad un altro bivio, si piega di nuovo a destra in salita. Superate alcune abitazioni (vocabolo case I Frati) si prosegue sino ad un casale diroccato (vocabolo Case Carrali) dopo il quale la strada piega destra scendendo ripidamente nel solco di uno degli affluenti della Naia. Guadato il torrente, si risale sulla riva opposta per circa 300 m. In prossimità di una curva verso sinistra della sterrata una labile traccia sulla destra permette di raggiungere la solfarola di Montenero (seguire il rumore dell’acqua che ribolle e l’odore di zolfo).

Con il termine “solfarole” si indicano volgarmente nel territorio dell’Umbria meridionale i fenomeni di degassazione dovuti al lento raffreddamento di sacche di magna presenti in profondità. I gas, prevalentemente anidride carbonica, risalgono in superficie attraverso le faglie dell’Appennino e danno origine a caratteristiche pozze ribollenti. L’acqua delle solfarole proveniente dalle precipitazioni atmosferiche e quindi, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non è calda: essa ribolle soltanto a causa della fuoriuscita del gas naturale. Tali fenomeni sono noti sin dal XVII sec. e vennero studiati dal linceo Francesco Stelluti che non riuscì però a comprenderne la reale natura. A livello popolare le acque ricche di zolfo delle pozze ribollenti venivano utilizzate per curare le malattie della pelle degli animali e per ammorbidire i legumi secchi prima della cottura.

Tornati sulla sterrata si continua a salire superando due abitazioni, poi, in prossimità di una secca curva a sinistra posta al limitare del bosco, si imbocca una stradina sulla destra.

Nel bosco sono visibili i resti di un vecchio fontanile e di una fornace in cui la pietra marnosa della zona veniva cotta per essere trasformata in calce.

Superato il solco di un fosso e una radura presso un rimboschimento di alberi di pino, il sentiero prende a salire e si fa meno evidente. Infine si raggiunge una sterrata che va seguita verso sinistra per circa 50 m, sino ad incontrare di nuovo la provinciale. Seguendo la strada asfaltata verso destra in breve si raggiunge di nuovo l’abitato di Montenero.

 

Legenda:

_ ANELLO: il punto di partenza corrisponde con quello di arrivo. Se non si sbaglia strada dopo aver compiuto un ampio giro ad anello si torna al punto di partenza.

_ TURISTICO: itinerari su stradine, mulattiere o larghi sentieri, con percorsi non lunghi, ben evidenti che non pongono incertezze o problemi di orientamento. Si svolgono di solito sotto i 2000 metri. I dislivelli sono usualmente inferiori ai 500m. Sono escursioni che non richiedono particolare esperienza o preparazione fisica.

_ SVILUPPO: Il valore indica la lunghezza del percorso in chilometri. Una persona in buona salute, anche se non allenata, può percorrere al massimo 15 km.

_ DISLIVELLO IN SALITA: il valore in metri indica il dislivello totale da compiersi in salita lungo tutto il percorso. Una persona in buona salute, anche se non allenata, può percorrere tranquillamente dislivelli sino a 500 m.

_ DISLIVELLO IN DISCESA: il valore in metri indica il dislivello totale da compiersi in discesa lungo tutto il percorso. Una persona in buona salute, anche se non allenata, può percorrere tranquillamente dislivelli sino a -700 m.

_ PERCORRENZA STIMATA: il valore indica il tempo sstimato necessario per percorrere il tragitto. A differenza del dislivello e dello sviluppo la percorrenza non è un valore fisso ma cambia in base ad una serie di fattori sia ambientali (condizioni atmosferiche, vegetazione, ecc) che umani (età, salute, allenamento, ecc.). I valori qui riportati sono puramente indicativi e fanno riferimento ad un ipotetico escursionista medio.

 

Questo itinerario è stato proposto da
Valerio Chiaraluce
GUIDA AMBIENTALE ESCURSIONISTICA

www.archeoumbria.it

cell. 3280810989

tular@email.it

 

La Guida Ambientale Escursionistica è l'interprete del territorio, il mediatore tra il visitatore, il turista o lo studente e l'ambiente naturale ed ha il delicato compito di trasmettere al suo interlocutore l'emozione della riscoperta della natura, garantendo anche la massima sicurezza possibile.