Le mura urbiche

Le mura urbiche

Tre cerchi di mura hanno definito, nei secoli, l’espansione urbana della città: il primo, detto tradizionalmente etrusco e databile al III sec. a.C., le mura romane e infine la terza cinta di epoca medievale. Lungo questi perimetri, di cui si sono perduti nei secoli ampi tratti, si aprono ancora oggi le numerose porte di accesso alla città. Sul giro più esterno, che si iniziò a costruire nel 1244, si trovano Porta Perugina, Porta Romana, Porta Fratta (già Amerina) e Porta Orvietana (ormai quasi completamente franata), i cui nomi si riferiscono ai principali collegamenti viari.

Di età medievale è anche Porta Libera, situata nei pressi del Parco della Rocca. Fino al 1830 esisteva anche la Porta di San Giorgio, che era posta davanti al tempio della Consolazione. Al secondo cerchio appartengono Porta Aurea, in cima al borgo di Porta Fratta, Porta Catena (o di Sant’Antonio), da cui si diparte il Borgo Ulpiano, oggi via Matteotti e la Porta di Santa Prassede, posta all’inizio del Borgo Nuovo. Sul cerchio delle mura più antico è rimasta soltanto Porta Marzia, che si trova sulla stessa via che esce da Porta Catena.

Si sa, inoltre, della presenza di altre tre porte non più esistenti: Porta della Valle, posta all’ingresso del quartiere detto Valle Bassa, Porta Liminaria e Porta Bonella, entrambe situate sul versante settentrionale della città. Le numerose torri che si ergono lungo la cinta medievale hanno perso in gran parte gli elementi architettonici caratteristici: soltanto la torre di fronte alla Consolazione ha mantenuto il suo aspetto originale, con i beccatelli, gli archetti di sostegno e le feritoie del ponte levatoio. Per conoscere l’assetto urbano di Todi quale si presentava anticamente, è di grande interesse la pianta “L’antichissima città di Todi”, realizzata da M. Valentini nel 1625 e incisa da Giacomo Lauro, che si trova esposta nel museo cittadino.