Oasi naturali e aree protette

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Immersa nel verde delle campagne umbre Todi, grazie alla sua posizione privilegiata, permette di raggiungere innumerevoli punti d’interesse naturalistico.

Specchio di acque poco profonde, dove tra canne e piante acquatiche nidificano moltissimi uccelli, il Lago Trasimeno, il più esteso dell’Italia peninsulare, è il solo rimasto tra i laghi che, in epoca preistorica, occupavano le pianure umbre. L’omonimo Parco si configura come un perfetto habitat naturale per pesci e uccelli: lucci, anguille, carpe, persici, tinche, cavedani, svassi, folaghe, aironi rossi e cenerini, falchi di palude e martin pescatori. Tre sono le isole presenti: la Maggiore l’unica abitata, la Minore, che da rifugio a una nutrita colonia di cormorani e l’Isola Polvese, ricca di una florida vegetazione costituita da lecci, lentischi e diverse piante di fillirea caratteristici della macchia mediterranea, salici bianchi, canne palustri e mazzasorde. Molte sono le attività praticabili per terra e per mare: vela, pesca sportiva, trekking, cicloturismo ed equitazione.

Nel panorama della dolce Valle Umbra si erge il massiccio roccioso del Subasio, con i suoi 1290 m di altezza. Il monte, sulle pendici occidentali del quale sorgono le città di Assisi e Spello, è compreso a E nel territorio di Nocera Umbra e della Valtopina, a N arriva a lambire il territorio di Gualdo Tadino e a S quello di Foligno. Partendo dall’Eremo delle Carceri, un percorso collega Assisi a Collepino, presso Spello. Nei boschi che ricoprono i pendii la varietà delle piante è straordinaria, al punto che si annoverano ben 679 tipi di vegetazione differenti. Latifoglie e conifere restano, comunque, le specie più diffuse. All’interno del Parco è possibile praticare il trekking, il parapendio e il volo libero.

Definito “Il parco delle acque”, il Parco Fluviale del Nera, ottimo habitat naturale per particolari specie animali quali il codirossone, il rondone, il merlo acquaiolo, il gatto selvatico, la trota e i gamberi di torrente, comprende la parte della Valnerina che si estende da Ferentillo alla Cascata delle Marmore. Quest’ultima è costituita da tre spettacolari balzi, per un totale di ben 165 m. Frutto di un intervento dei Romani, che nel 271 a. C. deviarono il corso del Velino nel Nera, le acque della cascata sono intensamente sfruttate per la produzione di energia elettrica nella centrale di Galleto. Gli appassionati di turismo sportivo possono dedicarsi alle più disparate attività: kajak, canoa, hydrospeed, rafting e arrampicata libera. Tramite il Velino le cascate sono collegate al Lago di Piediluco, il secondo lago naturale dell’Umbria per estensione, ove si svolgono gare di canottaggio d’importanza mondiale.

Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini ricopre l’area montuosa dove, stando alla leggenda, si trovava la grotta della Sibilla. A cavallo tra Marche e Umbria, tra le province di Ascoli Piceno, Fermo, Macerata e Perugia, i Monti Sibillini sono il quarto gruppo montuoso, per altezza, dell’Appennino continentale dopo il Gran Sasso, la Maiella e il Velino-Sirente. La cima maggiore del gruppo, il Monte Vettore, raggiunge i 2476 m. d’altitudine. Sul versante occidentale dell’Appennino si aprono i Piani di Castelluccio, che comprendono il Pian Grande, lungo circa 8 km e largo 4, il Pian Piccolo,  nei pressi del quale si trova la Macchia Cavaliere, una faggeta di enorme valore naturalistico il Pian Perduto e la Valle della Dogana. Le acque del bacino si riversano in un vasto ambiente di grotte e passaggi sotterranei, per andare ad alimentare le celebri “Marcite di Norcia” e diverse sorgenti classiche. Nella piana ove, nel periodo primaverile, è possibile assistere a una splendida fiorita, sorge il paese di Castelluccio, a un’altitudine di 1450 m.

Sito nella parte nord-orientale dell’Umbria, a confine con le Marche, il Parco del Monte Cucco è delimitato dal crinale dei Monti Appennini, dalla via Flaminia e dai fiumi Sentino e Chiascio. Alle pendici del monte, che raggiunge i 1566 m d’altezza, si trovano Fossato di Vico, Costacciaro, Scheggia, Pascelupo e Sigillo. Il complesso di grotte si spinge a una profondità di 922 m, facendo del Parco del Monte Cucco uno dei più grandiosi complessi sotterranei d’Italia. Da Pian del Monte, un sentiero pianeggiante conduce a un pozzo d’accesso profondo 22 m, dal quale si dipartono tre vie: la prima conduce alla grotta “della cattedrale”, la seconda alla “Sala Margherita” e l’ultima all’“orso bianco” con la “donna velata”. Le faggete secolari di Val di Ronco, Rio Freddo e Pian delle Macinare sono meta di passeggiate di grande interesse naturalistico e ospitano l’aquila reale e il lupo, mentre nei corsi d’acqua vive il gambero. D’inverno funzionano impianti per sci di fondo.

Il Parco di Colfiorito, il più piccolo dell’Umbria con i suoi 338 ettari di estensione, è stato istituito allo scopo di salvaguardare l’omonima palude che, con il suo ecosistema, ne rappresenta la parte più significativa, al punto da essere stata definita nel formulario standard di Natura 2000 “uno dei migliori esempi di zona umida dell’Italia centrale ed uno dei pochissimi in buono stato di conservazione delle conche carsico-tettoniche appenniniche”. Formato da sette conche di laghi prosciugati, il Parco vanta una ricca flora acquatica, mentre la sua fauna più caratteristica è quella ornitica; il tarabuso, in particolare, ha un canto simile a un muggito. Il luogo è l’ideale per gli amanti del birdwatching.

Le Fonti del Clitunno, ubicate sulla via Flaminia tra Spoleto e Foligno, prendono il loro nome dall’omonimo piccolo torrente che, nascendo presso Campello, unisce poi le sue acque a quelle dei fiumi Topino, Chiascio e Tevere. A 1 km dalle fonti, in direzione Foligno, si trova un tempietto romano di preziosa fattura dedicato al dio Giove Clitunno, in onore del quale, nel mese di maggio, venivano celebrati i “sacra clitumnalia”. Andato in rovina in epoca imperiale, il tempio fu ricostruito in epoca longobarda utilizzando parte dei materiali originali. Più in basso è visibile un vecchio mulino risalente al 1400. Cantate da Virgilio, Properzio e Plinio il Giovane in età antica e da Byron e Carducci in età moderna, le rive sono ricche di salici piangenti e pioppi, mentre la fauna, oltre a vantare numerose specie ittiche e volatili acquatici, è composta prevalentemente da cigni.

Insieme ad altri 8 Comuni (Allerona, Ficulle, Parrano, San Venanzo, Orvieto, Castelviscardo, Montegabbione e Fabro), Todi è inserita nel Parco S.T.I.N.A. (Sistema Territoriale di Interesse Naturalistico e Ambientale) del Monte Peglia-Selva di Meana. Il Parco comprende tre aree naturali protette: la Selva di Meana-Allerona, quella della Melonta-Bosco dell’Elmo e l’area protetta di San Venanzo, ove sono presenti un Parco e un Museo Vulcanologico, che offrono la possibilità di vedere non solo coni, crateri e colate laviche, ma anche rocce e minerali rari. Importantissimi sono, inoltre, il giacimento preistorico del Monte Peglia, risalente a 700.000 anni fa e i giacimenti ricchi di fossili,  di Fabro e Ficulle.