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Panorami in tour

“…Nella falda dell’Umbria che tra la Flaminia e il Tevere si dilata, si erge Todi con antica maestà riguardevole. Ha per sua base un colle da nessun altro sopraffatto di figura triangolare solo e separato…ma sì vago e sì fruttifero che all’istesso Parnaso meglio pareggiar non si potrebbe…". Giacomo Lauro, L’antichissima mappa della città di Todi, 1633.

Salendo verso Todi e costeggiando la circonvallazione orvietana, si giunge al Tempio di S. Maria della Consolazione, uno degli edifici simbolo dell'architettura rinascimentale. Dall'ampio spazio terrazzato posto alla sinistra dell'ingresso principale della chiesa è possibile abbracciare, con lo sguardo, molte delle frazioni facenti parte del comune tuderte, le stesse che sono visibili dal Belvedere che fiancheggia le mura conventuali di San Fortunato. Vale, qui, la pena focalizzare l’attenzione sul punto in cui l'Arnata si immette nel fiume Naia, il quale costituisce uno dei principali affluenti del Tevere.

Proseguendo per circa 800 metri lungo Viale della Consolazione si arriva ai giardini Oberdan, dal parapetto dei quali si può godere un magnifico panorama sulla Media Valle del Tevere e sui piccoli insediamenti in essa disseminati: la zona di Ponterio, comprendente l'area industriale della città e le frazioni di Pian di Porto e Pantalla. Ancora più in lontananza, su un colle sito a 422 m s.l.m., si può scorgere il comune di Montecastello di Vibio, inserito tra i borghi medievali più belli d'Italia. Il suo vero gioiello è il Teatro della Concordia che, con 99 posti distribuiti tra palchi e platea, è meglio conosciuto come “il teatro più piccolo del mondo”. Volgendo lo sguardo a sinistra si nota una costruzione arroccata su una collinetta: si tratta del convento di Montesanto.  Sulla destra si apre, invece, uno degli scorci più suggestivi della città: Rione Nidola, il cui nome è legato alla leggenda sulle origini di Todi, sovrastato dal Palazzo Vescovile e dalla Cattedrale di Santa Maria Annunziata.

Alla fine di via Augusto Ciuffelli si erge, sulla destra, il Tempio di San Fortunato, in cui riposano i resti di Jacopo de Benedetti, passato alla storia come Jacopone da Todi; attraversando l’attiguo Parco della Rocca e fiancheggiando le mura del complesso conventuale, si arriva a un Belvedere da cui si può godere una splendida vista su tutta la vallata circostante e su gran parte delle frazioni facenti parte del comune di Todi.

In direzione frontale si scorge Ponte Naia e, poco oltre, sulla collina che fronteggia Todi, Vasciano, il cui nome deriverebbe dall'antica gens romana “Vascia”. Non lontano da Vasciano si staglia l'imponente profilo del castello di Montenero, una volta appartenuto alla famiglia Benedettoni, la stessa di cui fece parte Jacopone. Poco distante, al limite del territorio comunale di Todi, si può intravedere l'abitato di Pesciano, mentre lungo il percorso collinare che da Todi porta a Montecchio si trovano Izzalini e, alla sua sinistra, il castello di Romazzano, di cui si conservano solo alcuni resti della torre originaria. Spaziando ancora con lo sguardo verso la parte destra della vallata scorgiamo Fiore, piccola frazione sita a 392 m s.l.m, dominata dall'oggi semidiruta fortezza conosciuta come Fiore di Mariano (poiché appartenuta a Mariano degli Atti) o Fiore Vecchio e dall'imponente Castello di Belforte. Poco più sotto svetta il castello di Porchiano. Volgendo lo sguardo a Sud si può, infine, individuare Collevalenza, borgo medievale a circa 6 km di distanza da Todi, che deve la propria fama al Santuario dell'Amore Misericordioso, fondato da Madre Speranza nel 1951.

Alla destra di Piazza del Popolo si trova Piazza Garibaldi, dalla cui balaustra si può ammirare l'ampia vallata del Rio, digradante fra le dolci colline umbre e il campanile della chiesa di San Carlo, realizzata nel 1112 in stile gotico lombardo. Più in lontananza, al di fuori delle mura cittadine, spicca la chiesa del SS. Crocifisso, raggiungibile uscendo da Porta Romana e percorrendo per un breve tratto via Angelo Cortesi. Anticamente in loco si trovava una Maestà raffigurante un'immagine del Santissimo Crocifisso (da cui il nome attuale), detta anche “Maestà de Piòbbeca”, ovvero “della via pubblica”, o “Maestà delle Forche”, poiché nel Medioevo vi si trovavano innalzate delle forche per le condanne a morte. A fare da cornice al paesaggio sono ben visibili, sullo sfondo, i Monti Martani e i Monti Sibillini, compresi nell'omonimo Parco Nazionale. Attraversata Piazza del Popolo e superata la Cattedrale, svoltando a sinistra in via del Vescovado si incontra, sulla destra, il Monastero delle Lucrezie, dal chiostro del quale sono visibili Pian di San Martino, il piccolo abitato di Cecanibbi (il cui nome deriverebbe dal passaggio effettuato, in tale località, dal grande condottiero Annibale, già privo di un occhio), Quadro, Canonica e Pontecuti. In prossimità di quest’ultimo paesino scorre il tratto del Tevere Morto (caratterizzato da una bassa velocità delle correnti). In condizioni di ottima visibilità, spaziando con lo sguardo in direzione di Orvieto è possibile intravedere la Gola del Forello, ovvero il punto in cui il Tevere attraversa la dorsale Monte Peglia-Monti Amerini e che costituisce il vero e proprio cuore del Parco fluviale del Tevere.

Per concludere il tour panoramico, non si può non salire sul campanile di San Fortunato, dal quale, al termine dei suoi 150 gradini, sarà possibile godere una vista a 360° sulla città e su tutto il territorio sin qui descritto.