Rione Nidola

Rione Nidola

Rione Valle, detto anche Nidola per la presenza, al suo interno, del Nido dell’Aquila, si estende lungo via del Seminario, così detta per la presenza del Palazzo Vescovile, che fu sede del seminario diocesano fino agli anni Settanta del Novecento. Il portale d’ingresso del palazzo, costruito per volontà del vescovo Angelo Cesi nel XVI sec., è attribuito a Jacopo Barozzi da’ Vignola ed è sormontato dallo stemma della famiglia Cesi. Nei piani inferiori del palazzo hanno sede gli uffici della curia e l’importante Archivio vescovile, mentre quelli superiori sono riservati alla residenza del vescovo. Proseguendo per la via che scende davanti al Palazzo Vescovile si giunge ben presto al Monastero delle Lucrezie, già di S. Giovanni Battista, che con il suo chiostro aperto a ponente costituisce uno dei più notevoli punti panoramici di Todi. Il monastero deve il suo nome alla nobildonna Lucrezia della Genga, che tra la fine del XIV e l’inizio del XV sec. lasciò l’edificio in eredità al Terzo Ordine Francescano femminile. Nell’abside della chiesa annessa al convento è visibile un ciclo di affreschi risalenti alla prima metà del XVII secolo. Attualmente le sale del complesso religioso vengono utilizzate per spettacoli teatrali ed esposizioni d’arte. È questa la parte di Todi chiamata “Nido dell’Aquila”, dal ritrovamento, in tempi remoti, di un nido d’uccello messo in relazione con la nota leggenda della fondazione della città.