Una storia millenaria

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Al di là del fascino esercitato dalla leggenda un’aquila dispettosa, il nucleo originario dell’insediamento, databile fra VIII e VII sec. a.C., vide una comunità impegnata nelle coltivazioni lungo la fertile pianura del Tevere e nella pastorizia.

Per la sua posizione di confine tra il territorio umbro e quello etrusco, il primo localizzato, come vuole la tradizione, a sinistra del Tevere e il secondo a destra, Todi subì gli influssi dell’antica Etruria; proprio per questo alcuni studiosi hanno fatto risalire all’etrusco Tular (confine) l’origine della denominazione romana Tuder. Gli abitanti furono chiamati prima Tuderti e in seguito Tudertini; nel Medioevo il nome della città divenne Tudertum e infine Tode in lingua volgare, da cui deriva l’attuale Todi.

Dopo una fase di forte sviluppo urbanistico avvenuta tra V e IV sec. a.C., nel III sec. a.C. iniziò il processo di romanizzazione. Todi non vide in Roma un invasore, ma un alleato, al punto tale da ottenere la cittadinanza romana (89 a. C.) con l’ascrizione alla tribù Clustumina ed essere ribattezzata, nel 60 a. C., Colonia Julia Fida Tuder. In età augustea ricevette un vigoroso impulso edilizio, con la costruzione del teatro, dell’anfiteatro, delle terme e di diversi templi, oltre a una numerosa serie di edifici civici e ville.

Durante la Guerra greco-gotica (535-553), la città fu sede di presidio prima goto, poi bizantino; in seguito all’invasione longobarda, entrò a far parte, insieme a Perugia, del corridoio bizantino. Libero comune durante il Medioevo e poi signoria (sotto gli Atti), Todi perse la propria autonomia per passare sotto la giurisdizione della Chiesa. Nel 1861 entrò a far parte del Regno d’Italia. La città si è conservata pressoché identica alla Todi medievale, come risulta da una stampa di Giacomo Lauro del 1633.