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Che siano Le Cronache di Narnia, la magia di Harry Potter o la Terra di Mezzo tolkeniana, sono tante le influenze del mondo fantastico su Todi e i suoi dintorni.


Il leone, la strega e…l’Umbria. So che non è proprio questo il titolo, lasciatemi spiegare.

C.S. Lewis, autore della saga delle Cronache di Narnia, studiò a lungo la geografia del centro Italia, in particolare quella legata alle valli del Tevere e del Nera. Proprio in questa zona si trova la cittadina di Narni, o se preferite il latino Narnia, che conquistò lo scrittore grazie alla sua sola pronuncia.

Sono molte le analogie tra il mondo inventato e quello reale: dalla rocca trecentesca di Albornoziana che domina la Valle sottostante, simile al castello della storia, al ponte di Augusto. Inoltre, nel palazzo del Comune, poco distante dai resti di un’ara sacrificale sulla via Flaminia, è ospitata la statua di un mansueto leone.


Insomma, molti indizi fanno pensare che l’Umbria sia la vera scenografia per le mirabolanti avventure dei fratelli Pevensie.


Se Lewis non era mai stato direttamente nella nostra regione, lo stesso non si può dire del suo amico J.R.R. Tolkien che mentre vi soggiornava corresse addirittura l’ultima bozza del terzo volume del Signore degli Anelli.
Non sarà difficile avvertire un po’ della pacifica atmosfera di Hobbiville, la contea hobbit più famosa della Terra di Mezzo, anche nella nostra tranquilla campagna tuderte. D’altronde Todi e questa parte dell’Umbria sono terre di confine, terre di mezzo d’Italia, strette tra gli Appennini e le dolci colline. Anche gli abitanti di questi luoghi non sono poi così diversi da Bilbo e Frodo Baggins: gente per lo più pacifica, gioviale, attaccata al proprio territorio che ama e nutre con cura. In più, se voleste passare una notte in un’autentica casa hobbit, a Gualdo Tadino avrete la possibilità di fare questa magica esperienza.


Ma le somiglianze non finiscono qui.
In molti hanno notato una similitudine tra Pontecuti, sulla strada per salire al colle di Todi, e la città di Osgiliath, per secoli capitale di Gondor: entrambe sorgono su un fiume e sono attraversate da un lungo ponte. Inoltre, nella frazione di Casemasce si trova la Forra della Contea, uno stretto canyon caratterizzato da strette gole e da una natura selvaggia. Sebbene in modo diverso, questo ambiente ricorda quelli attraversati dalla Compagnia dell’Anello.


Se non foste ancora soddisfatti, c’è persino un personaggio del folklore locale interessante: si chiama Gnefro e ama le zone umide, prediligendo quelle vicine alle Cascate delle Marmore. È piccolo, squamoso e avvezzo ai dispetti. Una specie di Gollum autoctono.


La Valle del Tevere è poi terra di draghi e leggendarie battaglie contro di essi e condivide con il continente dei Sette Regni anche la somiglianza tra la strega Matteuccia e Melisandre, la Donna Rossa del Trono di Spade.
Anche noi come Daenerys Targaryen abbiamo i nostri tre draghi del cuore, forse meno conosciuti, ma non per questo meno spaventosi o feroci. Il drago dell’Infernaccio che si diceva fosse il diavolo in persona sotto mentite spoglie, oppure il drago di San Silvestro domato da Papa Silvestro, per non dimenticare il Regolo, il più piccolo e letale di tutti, capace di uccidere con il solo sguardo. 


Il Regolo assomiglia molto al Basilisco rinchiuso nella Camera dei Segreti del castello di Hogwarts.


Infatti, Harry Potter, il maghetto più famoso del mondo, ha lasciato le sue tracce a Todi e dintorni: dalle storie di streghe, sino alla città sotterranea, passando per le viuzze che rievocano le trafficate botteghe magiche di Diagon Alley.


Forse il mondo fantastico è più reale di quanto si possa pensare, ma se non foste ancora convinti, vi suggeriamo di venire a scoprirlo di persona.