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Sarà la bellezza del paesaggio a ispirare e far nascere idee, o forse la tranquillità che fa prendere un respiro dalla realtà caotica delle metropoli, ma sono molti gli artisti nati o trapiantati qui che hanno fatto di Todi il loro atelier portando in alto il nome della città. 

Oggi vi proponiamo 6 nomi che meritano la vostra attenzione!

Piero Dorazio

Uno degli esponenti di maggior rilievo per la pittura astrattista italiana. Celebre a livello internazionale, ha vissuto parte della sua carriera negli Stati Uniti per poi trasferirsi negli anni ’70 a Todi dove visse fino alla scomparsa nel 2005. Nelle sue opere troverete linee geometriche che vanno a creare con il colore interessanti giochi dinamici di forme. Ha avuto occasione di collaborare anche all’illustrazione della raccolta “La luce” del poeta Ungaretti con il quale era legato da una profonda amicizia.
Tra le sue opere vi consigliamo “Dolce inclinazione” del 1965 e “Tre acque 2” del 1972.
 
Roberto Bernardi e Raphaella Spence
Conosciuti tra i banchi di scuola, uniti nella vita ma diversissimi nell’arte, nel 2016 hanno realizzato una mostra in collaborazione esposta nella Sala delle Pietre di Todi. Bernardi, maestro dell’iperrealismo, si concentra sulla realizzazione di opere che richiamano i colori sgargianti e i soggetti della Pop Art. Sceglie infatti di rappresentare la vita quotidiana in pieno spirito iperrealista. Chi avrebbe mai immaginato che barattoli di dolciumi e piatti da lavare si sarebbero potuti trasformare in opere d’arte originali e innovative?
Spence, inglese di nascita e tuderte di adozione, sebbene provenga dalle fila del fotorealismo si è andata pian piano a dedicare a una pittura più realista che vede come protagonista la campagna umbra. Miscelando abilmente scatti fotografici e rappresentazioni grafiche a mano libera di scenari urbani, Spence vi lascerà a bocca aperta!
 
Antonella Zazzera
È un’artista molto particolare e ve ne accorgerete dando un occhio alle sue opere sospese tra pittura, fotografia e scultura. Il suo lavoro si presenta come un’indagine che vuole fare della luce, dello spazio e della forma, il suo perno centrale utilizzando anche materiali insoliti come i fili di rame fondamentali per tutta una serie di suoi lavori. Per la sua particolarità ha vinto numerosi premi noti nel campo artistico italiano tra cui, nel 2016, il premio Arnaldo Pomodoro per la scultura.
Vi consigliamo “C/S D 49/50-11” del 2016, realizzato con cellulosa, fili di rame e pigmento nero.

Marino Ficola
Ha cominciato la sua carriera presso lo studio di Beverly Pepper, questo gli ha consentito di frequentare diverse realtà artistiche newyorkesi. Ha esposto le sue opere in eventi nazionali e non. Tramite il progetto “Ombra” ha realizzato installazioni che ricordano pitture rupestri e sculture sospese tra reale e onirico, una via di mezzo tra animale e umano come metafora di sentimenti e tormenti. Ceramista di fama internazionale, attualmente insegna presso l’Accademia di Belle Arti di Perugia.
 
Silvia Ranchicchio
Si interessa allo studio dell’uomo e della sua evoluzione spirituale in rapporto alla materia, elementi che emergono nelle sue opere. La possibilità di viaggiare oltreoceano le ha dato occasione di scoprire mostre e linguaggi espressivi da parti diverse del mondo. La sua arte comprende pittura, uso di specchi e realizzazione di gioielli che conservano parte dell’estro artistico di Rachicchio.
Consigliamo “Cercando me” del 2008.